Lui & Lei
Era ora cazzo (la mattina dopo)
PensieroStupendo80
17.07.2026 |
358 |
1
"«Però una cosa te la devo dire…»
«Cosa?»
«Se continui a scoparmi così, non rispondo delle mie azioni..."
Giulia si addormentò per prima, il corpo caldo e morbido premuto contro il suo, una gamba intrecciata alle sue. Marco rimase sveglio ancora qualche minuto, ad ascoltare il suo respiro che diventava lento e regolare, il profumo di sesso e di lei che impregnava le lenzuola. Le baciò la nuca e chiuse gli occhi, con un sorriso stupido stampato in faccia.La luce filtrava debole dalle tapparelle quando Marco si svegliò. Giulia era già sveglia. O meglio, lo stava svegliando.
Sentì prima il calore umido della sua bocca intorno al cazzo, che si stava indurendo rapidamente. Aprì gli occhi di scatto e la vide: inginocchiata tra le sue gambe, i capelli arruffati, gli occhi che lo guardavano con malizia mentre lo succhiava con calma, quasi con devozione. La mano di lei gli accarezzava le palle, l’altra stringeva la base.
«Buongiorno,» mormorò lei, lasciando andare il suo cazzo con un po’ umido. «Hai dormito bene?»
Marco rise rauco, ancora mezzo addormentato. «Stai cercando di uccidermi?»
«Forse. Ma prima voglio venire un’altra volta»
Si spostò verso l’alto, strisciando sul suo corpo come una gatta, e gli si sedette sulla faccia senza troppe cerimonie. Marco gemette contro la sua figa già bagnata, le mani che le afferravano il culo per tenerla ferma. La leccò con lentezza, assaporando il gusto dolce e salato di lei, ancora mescolato ai resti della notte precedente. Giulia si appoggiò alla testiera del letto e cominciò a muoversi, sfregando il clitoride sulla sua lingua.
«Cazzo… così, Marco. Leccami il buco del culo anche, dai…»
Lui obbedì, spingendo la lingua più indietro, mentre due dita le entravano nella figa. Giulia ansimava, i fianchi che si muovevano sempre più veloci, finché non venne con un gemito soffocato, stringendogli la testa tra le cosce.
Appena finì di tremare, scivolò giù e si mise a quattro zampe accanto a lui, offrendogli il culo alto.
«Scopami» disse semplicemente, guardandolo da sopra la spalla. «Voglio sentirti fino in fondo»
Marco non se lo fece ripetere. Si mise in ginocchio dietro di lei, le afferrò i fianchi e la penetrò con una spinta decisa. La figa di Giulia era calda, bagnatissima, ancora gonfia della notte prima. Cominciò a sbatterla con ritmo costante, profondo, godendosi ogni affondo e i versi che lei emetteva.
«Più forte… tienimi per i capello» ansimò lei.
Marco le avvolse una mano tra i capelli e tirò, inarcandole la schiena. Con l’altra mano le diede una sculacciata secca, poi un’altra. Il suono della pelle che sbatteva riempiva la stanza insieme ai loro respiri affannati.
Dopo qualche minuto la girò sulla schiena, le aprì le gambe e tornò dentro di lei, faccia a faccia. Questa volta fu più lento, più intenso. Si guardavano negli occhi mentre scopavano, baciandosi con urgenza, lingue che si intrecciavano.
«Dimmi che sei mia» sussurrò Giulia tra un bacio e l’altro.
«Sono tuo da anni, cazzo» rispose lui, spingendo più a fondo. «Solo che non lo sapevo»
Giulia gli strinse le gambe intorno ai fianchi, le unghie piantate nella sua schiena. Venne per prima, stringendogli il cazzo dentro di sé con spasmi potenti. Marco la seguì poco dopo, svuotandosi dentro di lei con un gemito lungo, il viso affondato nel suo collo.
Rimasero così, uniti, sudati, respirando uno addosso all’altra.
«Quindi…» disse Giulia dopo un po’, con un sorriso pigro. «Adesso che facciamo? Torniamo amici come prima?»
Marco rise e le baciò la spalla. «Amici? Col cazzo. Da oggi sei la mia ragazza. E se provi a scappare ti lego al letto»
Lei alzò un sopracciglio, divertita. «Promesse, promesse…»
Si baciarono di nuovo, più piano questa volta. Fuori il mondo continuava a girare, ma nella stanza c’erano solo loro due, i corpi ancora intrecciati e la certezza che quella notte – e quella mattina – aveva cambiato tutto.
Giulia gli mordicchiò il labbro inferiore.
«Però una cosa te la devo dire…»
«Cosa?»
«Se continui a scoparmi così, non rispondo delle mie azioni. Potrei diventare insaziabile»
Marco sorrise contro la sua bocca.
«Bene. Perché anch’io ho intenzione di recuperare tutti gli anni persi»
E la baciò di nuovo, già pronto a ricominciare.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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